Caccia in Battuta al Cinghiale

Battuta al Cinghiale

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Caccia in battuta al cinghiale in Toscana: tradizione, emozione e tecnica

La caccia in battuta al cinghiale è una delle esperienze più autentiche e radicate nella tradizione venatoria toscana. In questa pagina scoprirai come si svolge una battuta tipica, il ruolo dei partecipanti e l’emozione che accompagna ogni fase, dal raduno mattutino fino all’abbaio a fermo dei cani.

Origini e tradizione:
La caccia in battuta al cinghiale affonda le sue radici nel cuore della Toscana, dove questa pratica è tramandata da generazioni. I cacciatori toscani sono considerati maestri nell’arte della battuta, grazie alla profonda conoscenza del territorio e del comportamento del selvatico.

Preparazione e tracciatura:
La giornata inizia con il raduno dei partecipanti, fissato al mattino di buon ora. I tracciatori selezionano le zone di pastura e analizzano impronte e grufolati per individuare la presenza dei cinghiali. Questo processo richiede esperienza e attenzione ai dettagli. quindi si decide il territorio di Caccia

Chi sono i Tracciatori?
I Tracciatori sono coloro che hanno il compito di trovare i cinghiali ed individuarli nel bosco, attraverso l’esperienza e la conoscenza dell’animale. Dopo aver verificato dove il cinghiale mangia (zone di pastura) o dove solitamente passa in base alle tracce sul rilevate sul terreno.

Dopo la scelta del territorio di caccia, i “tracciatori” partono e vanno alla ricerca delle impronte lasciate dal cinghiale durante la pastura notturna. Spesso i segni del suo passaggio sono evidenti e l’operazione di tracciatura consiste nel rilevare le impronte presenti nella zona di battuta facendo buona attenzione che il branco dei cinghiali od il singolo selvatico non escano da tale perimetro. Certe volte vengono presi in esame i così detti grufolati, cioè i segni che il cinghiale lascia col grifio (muso) alla ricerca delle ghiande, delle radici o dei lombrichi, a seconda della forma di detti grufolati si suppone che il cinghiale o il branco di cinghiali, si sia rimesso nelle vicinanze. Questo è solo la parte più semplice delle operazioni di tracciatura che il tracciatore comunemente fa prima di poter affermare, con una buona approssimazione, che i cinghiali sono nella zona di battuta. Ovviamente come ben saprà chi è abituato ad alzarsi di buon ora per andare a caccia tutte queste operazioni preliminari consentono solo con una buona approssimazione di prevedere la presenza dei cinghiali, ma non ne danno la certezza assoluta e può succedere anche di avere la sfortuna di non incontrare nessun Cinghiale.

Sorteggio delle poste e posizionamento:
Ogni cacciatore riceve una postazione strategica lungo i “trattoi”, ovvero i percorsi abituali dei cinghiali. Gli “scaccioni” e i “canai” collaborano per indirizzare il selvatico verso la linea di tiro, garantendo sicurezza e coordinazione.

I partecipanti alla caccia in battuta al cinghiale vengono quindi accompagnati alle poste da un addetto che provvederà  a posizionarli secondo il proprio numero di sorteggio. Qualora la battuta interessi un area piuttosto vasta nel perimetro non coperto dalle poste vengono posizionati i cosiddetti scaccioni o braccali, i quali hanno il compito di scacciare gli animali che intendano passare per quella direzione indirizzandoli verso la linea delle poste.

La fase della canizza:
Il momento più emozionante è l’abbaio a fermo: i cani segnalano la presenza del cinghiale nascosto nella macchia. Da qui può iniziare la fuga e la canizza, con attimi di pura adrenalina per tutti i partecipanti. Queste due fasi possono durare alcuni minuti come alcune ore poiché il comportamento del selvatico è imprevedibile.

La caccia in battuta al cinghiale non è solo tecnica, ma anche passione, rispetto per la natura e condivisione. Un’esperienza che unisce tradizione e territorio, rendendo ogni battuta unica.

 

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